Mi chiamo Kate Simmons -1° Parte

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il sottile confine tra sogno, fantasia e verità

Mi chiamo Kate Simmons ed ho 12 anni.

 

Lo so, ho un nome anonimo, come è anonimo il paese in cui vivo.

E so che dovrei sentirmi in colpa.

Ma non mi ci sento.

Anzi, per me è stata una liberazione.

 

Vi racconterò una storia, la mia storia.

 

Li chiamerò lui e lei.

Io son sempre io.

 

-Kate, Kateeeeeeeee lui mi chiamava dalla camera da letto.

 

Era claudicante, che di per sé non dice nulla.

Era pure alcolista, il che dice tanto, se non tutto, tanto, sì....

 

-Kateeeeeeeee, vieni quiii!! Vieni, ti do i soldi. Vai a prendere i gelati!

 

Non volevo andare.

Ovvio che era una scusa per farmi toccare il “coso”

Che schifo! Brutto bavoso schifoso di merda!

Ficcatelo su per il culo quel “coso”!

 

Lei rammendava in sala, vicino alla finestra.

Così controllava i vicini.

Così aveva di che spettegolare.

 

- Kate, vai, su.. Valli a prendere. Ho proprio voglia di un ice cream!

Cretina di merda anche tu!

Ma non capisci che vuole quel deficiente, pezzo di stronzo incallito?

 

- Kate??? Che c’è? Perché non vai?

 

Già, bella domanda del cazzo.

Perché proprio io devo dirlo.

Siete così tutti quanti deficienti da non averlo capito?

 

Stronza di merda pure tu!

Cioè io!

Cacasotto che non sei altro!

Dai dillo, su dillo, diglielooooo!

Fai vedere chi sei, che hai le palle TU!

Ed invece calo le braghe e vado..

 

La banconota nella mano come esca legata alla lenza.

L’attirava vicino a sé per farmi avvicinare.

 

Stronzo di merda se t’azzardi a toccarmi urlo.

Grido.

Guarda che lo faccio.

Cazzo che schifo!

Che schifo che mi faccio.

 

Ho preso la banconota e sono fuggita.

 

A lei gliel’ho dato.

Per quieto vivere.

Per non insospettirla.

 

Col cavolo te lo porto, idiota di merda!

Io non vengo di là

Fottuto bastardo di merda,

Se lo vuoi alzi il culo e te lo vieni a prendere.

 

Ha alzato il culo ed è venuto..

Anzi è andato!

Cioè..

S’è accasciato sul tavolo girando lo sguardo al soffitto.

 

Era buono il gelato,

me lo sono gustato.

 

E lui è andato, si..

E’ andato all’Inferno!

 

E so che forse dovrei sentirmi in colpa.

Ma non mi ci sento.

Credo di averne tutto il diritto!

 

E' questa la mia storia…..

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